Lanzarote

Fra paesaggi lunari

Terzo giorno..Parco Timanfaja e tanto altro

Affaccio sul cratere

Verso il parco Timanfaja

-Soliti preparativi e poi usciamo,abbastanza presto, per essere il prima possibile all’ingresso del Parco Timanfaja all’orario di apertura perché vogliamo evitare di trovare coda..Sulla strada proprio all’uscita di Tinajo ci fermiamo ad ammirare l’affaccio su quello che era un cratere ed è oggi una piana coltivata.Ed eccoci quindi alla porta del parco.

Centro di accoglienza di Mancha Blanca

Mancha Blanca

-E’ molto importante prestare attenzione ai limiti di velocità e non fermarsi lungo la strada perché sono molti i controlli radar e i guardia parco che vigilano sulla zona..

-Consiglio prima di tutto una sosta al centro di accoglienza e interpretazione di Mancha Blanca, praticamente appena entrati nel territorio del parco, dove in un edificio molto moderno e ben integrato con il paesaggio è possibile ammirare un interessante museo,gratuito,che spiega la storia vulcanica dell’isola..le foto sono brutte,ma merita la sosta soprattutto per percorrere la passerella che porta nella incredibile colata lavica che sconvolse l’isola nel XVIII secolo.

Sulla strada del parco Timanfaja

Sulla strada
Paesaggi incredibili
Paradiso per fotografi

– Ci rimettiamo sulla strada attraversando paesaggi a dir poco incredibili dove il rosso , l’ocra e il nero sono i colori dominanti. Davvero un peccato l’impossibilità di sostare , ma è comunque un’esperienza molto intensa. Si giunge quindi all’ingresso del sito , dove se si è in possesso del biglietto cumulativo,si entra in poco tempo . Noi non abbiamo trovato quasi nessuno . Oltrepassate le sbarre si continua a muoversi in questa terra davvero stupefacente , così intensa nonostante , anzi forse proprio per la mancanza di vegetazione , in cui le poche piante basse sembrano quasi aliene.

Natura incontaminata

Nel cuore del parcoTimanfaja

Spazi sconfinati
Coni vulcanici

-Ad un certo punto la strada si biforca e, imboccato il senso unico che sale si raggiunge il parcheggio . Lasciata l’auto conviene , come prima cosa raggiungere i bus ( prima dell’arrivo della massa di turisti ) che portano a fare il giro,in circa 45 minuti ,del parco raggiungendo le zone,purtroppo vietate a qualunque altro mezzo,piedi compresi . I posti che si attraversano sono a dir poco magici peccato che il bus faccia pochissime soste per consentire di ammirare tanta meraviglia e che i vetri dei finestrini siano stati scelti da qualcuno che non ha mai scattato una foto nella vita . Non credo che potrete fare foto memorabili , purtroppo.

-Scesi dal bus prendetevi un po’ di tempo.si può ammirare lo spettacolo dei geyser artificiali creati dal personale del parco che getta acqua in queste cavità dove la temperatura raggiunge i 100 gradi Celsius , i forni ( a mio avviso molto poco interessanti) dove sulle griglie cuociono centinaia di cosce di pollo e il ristorante El Diablo progettato da Cesar Manrique . Ma la cosa che mi sento di consigliare e di tornare a piedi indietro per la strada percorsa in macchina e lasciare spaziare lo sguardo,libero per questa terra così arida e coinvolgente . Ci sono pietre dai colori e forme incredibili . Io avevo la sensazione di sentirmi invadere dal calore della terra,energia pura che pervade..

Echadero de Cammellios

Passeggiata sui cammelli
Come in un film

-Ripartiamo e proseguiamo verso il confine orientale del parco . Qui si ha la possibilità , parcheggiato nel grande spiazzo sulla destra della strada , presso l’Echadero de Cammellos di visitare gratuitamente un piccolo museo e di fare una piccola gita di circa 20 minuti a bordo,appunto di un cammello . Il prezzo è , tutto sommato basso , 12 euro a coppia .Il percorso davvero molto breve e facendolo diventa assolutamente chiaro il perché questi animali vengano chiamati la nave del deserto , mi viene il mal di mare . Non è stupefacente , ma è comunque particolare . Per ammirare meglio questa zona consiglio , nuovamente , di fare un pezzo di strada indietro a piedi.. La bellezza è indescrivibile.

Luoghi magici

Saline di Janubio

Geometrie salate
Piramidi salate
Fra le saline

-Usciamo dal parco e raggiungiamo Yaiza dove ci fermiamo per la pausa pranzo , mangiamo al ristorante El Volcan..Cibo locale abbondante e discreto , personale non troppo caloroso . Scendiamo quindi verso la costa dove meritano una sosta le saline di Janubio . Consiglio di fermarsi appena oltre la zona dei magazzini,salendo verso Los Hervideros , appena trovate un punto in cui lasciare la macchina , e scendere ad ammirarle e fotografarle da vicino . Il tempo non era dei migliori quindi non abbiamo beneficiato di una luce particolarmente favorevole , ma sono comunque molto belle , più della vicina spiaggia nera che merita comunque una breve sosta . La costa diventa un susseguirsi di rocce nera che si vanno a tuffare nel mare . La lava si è lasciata dietro figure contorte , forse un po’ inquietanti , comunque fantastiche che si scoprono ad ogni curva.

Spettacolare

Hervideros

L’ingresso
Mare impetuoso

-Arriviamo quindi al parcheggio da cui parte il percorso degli Hervideros.. Si tratta di un punto in cui l’oceano si getta impetuoso sulle scogliere laviche , se molto mosso , crea un vapore , quasi una nebbia particolarmente suggestiva . Oggi non era così forte , ma lo spettacolo è comunque garantito e i vari affacci dai balconi naturali che contraddistinguono il luogo son davvero belli . Da qui si gode anche di una magnifica vista sulla montagna del Timanfaja.

Affacci sull’oceano

Montagna Bermeja

-Poca strada ed eccoci a Playa montana Bermeja . Un piccolo laghetto la precede . Praticamente nessun altro essere umano , questo specchio d’acqua e il cono vulcanico rosso scuro sullo sfondo sono un fantastico ricordo di quest’escursione .

Montagna Bermeja

El Golfo

Luogo imperdibile
Pochi colori ma intensi

-Ma la giornata non è finita e dobbiamo ancora raggiungere El golfo . Peccato esserci arrivati quasi al tramonto , questo è un posto speciale che avrebbe meritato decisamente più tempo . Il villaggio bianco ci accoglie . Merita lo sperone roccioso che si protende rosso nel mare . Terra scura , ocra , mare , cielo , spiaggia nera..che posto .

-Ma il vero spettacolo è salire il sentiero vicino al parcheggio  che porta a vedere dall’alto il “lago verde”. Un posto simile è davvero impossibile da descrivere tanto sono forti i contrasti di colore e va già bene che il cielo grigio e il crepuscolo che avanzava lo penalizzavano.. credo che altrimenti un malore da sindrome di Stendhal sarebbe stato inevitabile.. quali meravigliose opere d’arte ha saputo creare la natura . Avendo avuto più tempo sarebbe stato sicuramente da scendere fino alla spiaggia su cui si adagia questo verde specchio d’acqua , anche se purtroppo non si può più andare sulle sue rive a causa dell’erosione delle rocce soprastanti.

Vista spettacolare

Rientro

-Con immenso dispiacere prendiamo la strada del ritorno. A Yaiza un forte acquazzone ci coglie impreparati e preferiamo rientrare percorrendo la LZ-2 decisamente più veloce . Cena a casa dove conosciamo l’altra ospite italiana di cui avevamo tanto sentito parlare dalla padrona di casa . Ceniamo con lei e chiacchieriamo molto: Giulietta , una persona estremamente piacevole con cui ho , a tutt’oggi , creato un bel rapporto di amicizia.. Tutto è relativo , le informazioni scorrette sul tipo di alloggio invece che essere state motivo di disagio , alla fine mi hanno regalato una nuova buona amica.. Un altro risvolto positivo del viaggiare..